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Cosa È Successo In Afghanistan? Perché I Talebani Hanno Vinto La Guerra?

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Ben ritrovati su Corrado Firera’s Magazine! Oggi parleremo di un argomento delicato, ossia dell’Afghanistan e della guerra che ha riportato al potere i Talebani.

La precarietà geopolitica di alcune zone del mondo è ormai storia nota. Sebbene trascorrano anni e si avvicendino istituzioni governative di vario tipo che dovrebbero, in qualche modo, riportare un minimo di equilibrio, il loop autodistruttivo che contraddistingue determinate nazioni ha una forza tale da annullare qualsivoglia proposito positivo. E in Afghanistan, la guerra ha ricominciato a dare i suoi segnali; un capovolgimento di fronte devastante verificatosi in maniera repentina; e che non ha lasciato scampo ai civili, costretti a prendere decisioni drastiche pur di evitare una sorte nefasta. Ma cosa è successo, di preciso, in Afghanistan? Il riassunto che segue illustrerà i passaggi di una terribile escalation gestita, in primis, dai Talebani.

Afghanistan: guerra rapida e colma di dolore

La sera del 15 agosto 2021, i leader dei Talebani hanno preso possesso del palazzo presidenziale dell’Afghanistan situato a Kabul. Attraverso un’intervista esclusiva trasmessa da Al Jazeera, si sono gettate le basi per un primo atto ufficiale. Una manovra radicale che ha, di fatto, disatteso le premesse di una resistenza da parte del governo afghano e del suo presidente Ashraf Ghani, il quale ha ceduto il potere ed è fuggito senza opporre resistenza, come lui stesso aveva dichiarato qualche ora prima. Un quadro critico, con una città in preda al panico e migliaia di persone completamente smarrite.

Un drammatico ritorno al passato

La conquista dei Talebani riporta l’Afghanistan al 2001, ossia quando l’invasione americana rovesciò il loro governo dopo il tragico attentato alle Torri Gemelle dell’11 Settembre. Ma ciò che colpisce maggiormente è la celerità con cui si sono riappropriati di Kabul travolgendo le forze di sicurezza afghane, le quali erano state addestrate e armate dagli Stati Uniti per ben vent’anni. Un’offensiva veloce in grado di spiazzare persino l’intelligence americana e le sue previsioni. Stando a quanto affermavano i vertici dell’organizzazione a stelle strisce, il governo di Ghani poteva resistere almeno un mese; ma il pronostico è stato ribaltato in men che non si dica.

Afghanistan: guerra e morti in aumento per fuggire da un incubo

Afghanistan, guerra lampo o quasi. Perché la conquista (o riconquista) da parte dei Talebani ha viaggiato su ritmi forsennati che hanno tolto il respiro alla comunità. Perché, per quanto il governo precedente fosse corrotto e problematico (ma laico e dai risvolti occidentali), il ritorno ad un regno del terrore di matrice talebana ha sconvolto la popolazione con esiti a di poco drammatici. Non sono mancate, infatti, le scene disperate nei punti nevralgici della città, dove le persone si ammassavano per ottenere i documenti necessari per lasciare il Paese. Un quadro tragico che pian piano si è spostato nei pressi dell’aeroporto internazionale di Kabul con conseguenze al limite dell’umano.

Promesse talebane che sanno di beffa

I Talebani, dal canto loro, hanno promesso un’egemonia serena e pacifica, distante anni luce dagli orrori del passato. Tuttavia, certe strategie comunicative ed operative sono famose per i loro fini manipolativi. In più, Afghanistan, guerra e morti rappresentano un trittico che non è mai stato superato definitivamente. E ciò che è accaduto in questi giorni ha i contorni di uno spettro malefico pronto a ripresentarsi con una malvagità rinnovata. Senza contare, poi, gli interessi che animano determinate iniziative; la storica guerra dell’oppio – alla quale si aggiunge un mercato dell’eroina in rapida ascesa – è soltanto la punta di un iceberg in cui spregiudicatezza e mancanza di rispetto di alleanze e confini hanno il sopravvento.

Afghanistan, guerra e USA: un trittico ambiguo

Comunque, al di là dell’effetto sorpresa che ha accompagnato questo evento, certi segnali lasciavano presagire degli sviluppi del genere. Analisti ed esperti avevano previsto che il Paese sarebbe tornato nelle mani dei Talebani, soprattutto dopo l’accordo di pace dell’anno scorso tra l’amministrazione Trump e i Talebani a Doha. In quella circostanza, gli Stati Uniti li designarono (seppur in maniera velata) come i detentori del potere in Afghanistan firmando una pace senza consultare il governo afghano. Il ritiro delle truppe americane ha, poi, legittimato ciò dando piena dimostrazione della loro centralità strategica e amministrativa. In poche parole, senza l’esercito degli Stati Uniti, l’Afghanistan degli ultimi vent’anni non sarebbe mai esistito.

Una tragedia simile ad un dejà-vu

La caduta di Kabul nelle mani talebane ha incentivato l’associazione, in termini di paragoni, con altri episodi simili. L’istantanea che mostra l’evacuazione del personale diplomatico statunitense a Kabul mediante elicotteri militari somiglia a quelle foto realizzate a Saigon, nel 1975, al termine della guerra in Vietnam. E come quest’ultima, la presa di Kabul segna un profondo spartiacque nella storia dell’egemonia imperialista americana. Dopo l’invasione e l’occupazione militare, in nome di un principio di responsabilità (come sosteneva Bush), si è giunti all’ennesimo fallimento della democrazia, con centinaia di migliaia di morti e miliardi di dollari di spese militari gettati al vento.

Afghanistan, guerra e italiani: mobilitarsi per salvare delle vite

Il fuggi fuggi generale della popolazione afghana ha smosso la sensibilità di diverse nazioni. Come l’Italia, che ha cominciato ad ospitare i profughi in varie zone dello stivale. Tuttavia, al momento persiste un’approssimazione nel fornire aiuti umanitari di qualunque tipo; ed è uno scenario inaccettabile, dato che in Afghanistan la guerra – a quanto pare – non si è mai conclusa del tutto. Fortunatamente, anche la Germania non è rimasta a guardare. Il suo esercito ha recentemente evacuato 218 persone da Kabul; ma i piani per sviluppare un’alleanza coesa ed efficace sono ancora in via di definizione. E la speranza è che si arrivi al punto il più in fretta possibile.

Rischio impeachment per Joe Biden?

Gli effetti del ritiro anticipato dei soldati americani ha creato malcontento nella politica interna statunitense. L’Afghanistan, la guerra, i morti: conseguenze che Joe Biden ha sottovalutato evitando la proroga del ritiro delle truppe oltre il 31 agosto. C’è, quindi, aria di impeachment; ma va specificato che un’accusa del genere difficilmente troverà sbocchi, anche perché la Camera (deputata all’instaurazione del processo) è in mano ai democratici. In ogni caso, bisogna lanciare un segnale in controtendenza a quanto accaduto nelle scorse settimane. Il disagio, il panico e l’insofferenza di migliaia di afghani dipendono dalle prossime mosse che si compiranno all’interno dello scacchiere internazionale.

Con particolare attenzione per la questione delle donne afghane, alcune delle quali sono state trucidate senza pietà. Avevano promesso loro di non avere più paura, che potevano finalmente sentirsi libere di esprimere la propria femminilità. Ma, a quanto pare, certi squilli di indipendenza personale sono ancora duri da comprendere.

Qual è il vostro punto di vista sull’Afghanistan e sulla guerra (diplomatica e non) in corso? Fatecelo sapere commentando qui in fondo e se non l’avete ancora fatto condividete l’articolo. Inoltre rimanete aggiornati con noi lasciando un like alla nostra pagina FB, a presto e buona continuazione su Corrado Firera’s Magazine!

CF’s Magazine, La Redazione

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